EMANUELE PELLUCCI

**The translation is at the buttom**

GLI STUDI

Fiesole, la cittadina collinare che si affaccia su Firenze, vanta origini etrusche ed è considerata la “madre” di Firenze perché questa fu fondata nell’anno 59 a.C. da una parte della popolazione fiesolana scesa nella pianura e da coloni inviati da Roma. Per la sua posizione panoramica, Fiesole è da sempre una delle zone residenziali più apprezzate della Toscana. Oltre ad ospitare una vasta area archeologica, dove spiccano un elegante teatro romano (qui nel 1911 fu realizzato il primo spettacolo estivo all’aperto in Italia con la tragedia Edipo Re di Sofocle) e altre vestigia etrusche e romane, la collina brilla per le sue splendide ville e i suoi conventi. Sede di una delle diocesi tra le più vaste d’Italia, Fiesole gode da sempre di una notorietà internazionale.

Ed è a Fiesole che la famiglia Pellucci si stabilisce a partire dalla seconda metà del 1400 dedicandosi nei secoli successivi ad attività tradizionali locali come l’escavazione della pietra per costruire i palazzi di Firenze e la lavorazione della paglia artistica, per la quale nella prima metà dell’800 ottiene prestigiosi riconoscimenti alle esposizioni internazionali, oltre ad esprimere personaggi che si sono distinti anche come farmacisti, amministratori pubblici ed artisti. Un percorso plurisecolare ben radicato nella vita fiesolana.

L’infanzia, l’adolescenza e gli studi di Emanuele si dividono tra Fiesole, Firenze, la cittadina svizzera di Coira (capoluogo del Cantone dei Grigioni) e Trieste. In queste due ultime località al seguito del padre Alessandro, impiegato del Ministero degli ­Affari­ Esteri­ distaccato­ nel­ ­periodo­ 1952- 1961­ ­rispettivamente­ al­ ­Consolato­ d’Italia­ a­ Coira e all’Ispettorato di frontiera nella città giuliana. Anni tutto sommato turbolenti non solo, come è comprensibile, per il normale corso degli studi, anche se il periodo svizzero, con la frequenza di scuole di lingua tedesca è servita ad acquisire, seppure parzialmente, la conoscenza della lingua tedesca, ma anche per vari problemi di salute che hanno causato ritardi nel completamento del ciclo di studi. Meglio è andato il periodo delle scuole “superiori” al liceo classico Dante di Firenze e alla Badia Fiesolana dei Padri Scolopi, compreso un “intermezzo” a Palermo al liceo classico Vittorio Emanuele II durante il servizio militare.

Nel­1968­si­iscrive­alla­facoltà­di­Giurisprudenza­ dell’Università degli Studi di Firenze dove si l­aurea­il­1°­luglio­1974­con­una­tesi­di­­diritto­ internazionale dal titolo L’indipendenza dei giudici nel sistema comunitario. Per la stesura della tesi si reca varie volte nella città di Lussemburgo, sede della Corte di Giustizia

delle Comunità Europee (oggi Unione Europea), dove allaccia rapporti con i più alti rappresentanti dell’Italia alla Corte. L’anno successivo si iscrive anche alla facoltà di Scienze Politiche senza però completarne il corso.­A­­cavallo­tra­il­1974­e­il­1975­­frequenta­ a Firenze per alcuni mesi uno studio notarile nell’ipotesi di un’eventuale carriera lavorativa come­notaio.­E­sempre­nel­1975­­ottiene­una­ borsa di studio Robert Schuman alla sede del Parlamento Europeo, anch’essa situata a­ ­Lussemburgo,­ ­durante­ la­ quale­ ­effettua­ vari elaborati sulla “cittadinanza europea”. In questo periodo ha modo di visitare le altre istituzioni comunitarie a Bruxelles (Commissione e Consiglio dei Ministri) e a Strasburgo (altra sede del Parlamento Europeo).

seguito l’anno successivo (maggio 1963) l’inizio della collaborazione a Il Giornale del Mattino, quotidiano nazionale pubblicato a Firenze, quale corrispondente da Fiesole per qualsiasi genere di notizie nonché collaboratore sportivo seguendo eventi in tutta la Toscana (in particolare calcio e ciclismo). Durante il servizio militare in Sicilia (1966-67) collabora, sempre in ambito sportivo, ai quotidiani La Gazzetta del Sud di Messina e Il Giornale di Sicilia di Palermo. Una bella occasione per cominciare a conoscere le più belle zone della Sicilia, isola che più tardi avrebbe visitato in lungo e in largo.

IL GIORNALISMO

Al 1962, all’età di 18 anni, risale l’inizio dell’attività giornalistica con brevi articoli di carattere sportivo (calcio) pubblicati sul settimanale diocesano L’Osservatore Toscano, cui fa

Nella­ primavera­ del­ 1967­ inizia­ la­ ­collaborazione­(che­si­protrarrà­fino­al­1982)­ al quotidiano nazionale di Firenze La Nazione occupandosi, oltre alla corrispondenza da Fiesole, anche di cronaca cittadina e nazionale, recensioni librarie e sport (calcio, ciclismo, sci alpino), anche come inviato. Oltre a La Nazione collabora anche all’edizione pomeridiana Nazione Sera.­Nel­1969­­ottiene­ l’iscrizione all’Albo Nazionale dei Giornalisti, elenco pubblicisti, ricevendo le targhe ­celebrative­dopo­40­e­50­anni­di­iscrizione. Approfittando­del­periodo­l­ussemburghese­al­ Parlamento­ Europeo­ (1975)­ ha­ l­’opportunità­ di seguire vari eventi alla Commissione e al Consiglio dei Ministri inviando servizi

giornalistici a La Nazione,­ fino­ a­ realizzare­ ampi reportage sul Lussemburgo e sulle istituzioni europee per le pagine nazionali del ­quotidiano­fiorentino.­Grazie­alla­sua­­capacità­ ed esperienza “europea”, La Nazione­gli­affida­ nel­ 1973­ l’incarico­ di­ seguire­ per­ il­ giornale,­ passo dopo passo, tutto l’iter dell’istallazione alla Badia Fiesolana della neonata Università Europea (oggi nota come Istituto Universitario Europeo). Un iter che inizia con l’arrivo a Firenze del primo funzionario incaricato da Bruxelles­ fino­ all’inaugurazione­ avvenuta­ nel­1976­alla­presenza­del­­presidente­della­ Repubblica Giovanni Leone. All’inizio­degli­anni­’70­inizia­a­scrivere­anche­ su argomenti di carattere vitivinicolo, sia su quotidiani (soprattutto La Nazione, Nazione Sera e Avvenire) che su riviste specializzate italiane (Gourmet, Le Pagine del Vino, Civiltà del bere, Pane & Vino) e più tardi anche straniere (tra cui la canadese Vins & Vignobles diretta da Nicole Barrette Ryan). In questo settore pubblica libri e guide, tradotte anche in più lingue, in particolare sui più importanti vini della Toscana (Brunello di Montalcino, primo autore in assoluto a scrivere un libro sulla sua storia, Vino Nobile di Montepulciano, Chianti Classico, Vernaccia di San Gimignano). Libri soprattutto a carattere divulgativo per far conoscere anche ai lettori non addentro al settore la realtà delle principali zone vinicole toscane, i relativi produttori e tutto quanto sta dietro a una bottiglia di vino, indicando altresì quelle che poi sarebbero state chiamate le “strade del vino”.

Nell’autunno­ del­ 1983­ fonda,­ assieme­ a­ due colleghi, la rivista Toscanaverde della quale ricopre anche la carica di direttore responsabile. Una pubblicazione bimestrale che­ affrontava­ argomenti­ di­ carattere­ enogastronomico, turistico e ambientale e che­ si­ avvaleva­ di­ firme­ importanti­ del­ settore­ vitivinicolo. Per Emanuele Pellucci l’esperienza a Toscanaverde­si­concluderà­alla­fine­degli­anni­’80. Per la sua attività giornalistica gli vengono assegnati premi e riconoscimenti, e tra questi (nel 2005)­ anche­ la­ prestigiosa­ medaglia­ Cangrande­ del Vinitaly quale “Benemerito della vitivinicoltura toscana”.

Di particolare rilievo la collaborazione alla rivista Civiltà del bere, iniziata nella primavera del­ 1980­ e­ tuttora­ attiva.­ Oltre­ quarant’anni­ di­ collaborazione che fanno di Emanuele Pellucci il decano di questa importante rivista che in passato, sotto la direzione di Pino Khail, uno dei­ principali­ ­artefici­ della­ ­comunicazione­ vini- cola italiana, ha pubblicato anche edizioni per i mercati tedesco (Bacchus)­ e­ anglo-americano­ (Italian Wine & Spirits). Numerosi gli eventi seguiti per Civiltà del bere in varie parti del mondo, dal Portogallo alla Francia (Champagne e Cognac), da­ New­ York­ al­ Canada,­ fino­ a­ vari­ ­Paesi­ asiatici­ (Hong Kong, Giappone, Thailandia). Altrettanto interessanti, oltre che piacevoli, le interviste

destinate ai servizi di copertina a personaggi dello spettacolo (Gino Paoli, Peppino di Capri, Leonardo Pieraccioni, Renato Pozzetto, Christian De Sica, Gianna Nannini, Margherita Buy), dell’arte (Fernando Botero) e dello sport (Francesco Moser, Giancarlo Antognoni, Aldo Agroppi, Fiona May, Paolo Bettini, Mario Cipollini, Alessandra Sensini).

Attualmente, oltre a Civiltà del bere, Pellucci collabora con le riviste Wine Review (Corea del Sud,­dal­2003),­Bubble’s e Il Corriere Vinicolo.

CONVEGNI & CONFERENZE
18 A partire dagli anni ‘80 Emanuele affianca all’attività giornalistica quella di organizzatore di eventi, prevalentemente in ambito vitivinicolo, con convegni, conferenze e master class, queste ultime anche all’estero. Nel­1982,­su­invito­di­un­giovane­i­mportatore­ italiano in Danimarca, Carlo Merolli, organizza a Copenaghen una presentazione in anteprima assoluta di vini Brunello di ­Montalcino­ a­ ­beneficio­ di­ ­giornalisti­ e­ operatori commerciali danesi. Circa una ventina le etichette presentate, quasi tutte quelle sul mercato all’epoca. L’iniziativa di Merolli, sempre con Emanuele quale ospite, viene ripetuta un paio d’anni dopo a Copenaghen e a Aarhus. Nel­ 1983­ si­ reca­ a­ Londra­ dove­ al­ ­rinomato­ Royal Cafè di Rocco Forte in Regent Street presenta l’edizione in lingua inglese del

proprio libro sul Brunello di Montalcino, presenti­ il­ giornalista-scrittore­ ­Vincenzo­ Buonassisi e il collega inglese Cyril Ray, ­autore­ di­ un­ ­affermato­ libro­ su­ Château­ ­Lafite­al­quale­­Pellucci­si­era­in­parte­ispirato­ per l’impostazione del suo Antinori vintners in Florence­pubblicato­nel­1981. A­partire­dal­2001,­con­l’inizio­a­far­parte­delle­ giurie dei concorsi vinicoli internazionali, il cui debutto avviene al Concours Mondial de Bruxelles tenutosi nella capitale belga, si allarga ulteriormente il raggio di azione di Emanuele che lo porterà nell’arco di un ventennio a frequentare circa un centinaio di concorsi internazionali nei più disparati angoli del mondo facendogli conoscere molte delle principali aree vinicole oltre alle realtà produttive del panorama enologico internazionale.

In quest’ambito un ruolo importante lo riveste il Sud America, e in particolare il Cile, dove tutto comincia grazie al concorso Catad’Or Hyatt nello­stesso­anno­2001­su­i­nvito­della­società­ belga Vinopres guidata da Baudouin Havaux (la stessa del Mondial de Bruxelles) che per alcuni­ anni­ ha­ ­affiancato­ ­nell’organizzazione­ la­ famiglia­ cilena­ González-Saíz­ che­ l­’aveva­ istituito qualche anno prima. Un concorso che per molti anni è stato a carattere nazionale e che solo di recente, con alla guida il dinamico e poliedrico Pablo Ugarte, ha aperto le “porte” ai vini internazionali.

Il­ Cile­ ancora­ in­ evidenza­ nel­ 2004.­ ­Approfittando­ di­ un­ accordo­ tra­ la­ ­Regione­ Toscana­ e­ la­ Regione­ di­ Valparaíso­ per­ lo­ sviluppo dell’agriturismo e delle “strade del vino”, settori dove la Toscana è stata pioniera in Italia, Pellucci propone di realizzare a Santiago un’importante presentazione della vitivinicoltura toscana seguita dalla ­degustazione­ di­ 12­ prestigiose­ etichette­ in rappresentanza dei vini a Docg e dei Supertuscan. Evento che si svolge all’hotel Hyatt, presenti un centinaio di invitati tra cui una ventina di giornalisti della carta stampata e delle televisioni. Un successo!

Pochi mesi dopo, il Cile, grazie all’apporto della Corfo (Corporación de Fomento de la Producción), l’ente governativo nato per promuovere la crescita economica in Cile, restituisce la visita incaricando Pellucci di organizzare, con la collaborazione dello studio di comunicazione cileno Olmos & Ugarte, una degustazione di vini cileni da tenersi nei pressi di Firenze. Anche in questo caso con etichette di alto livello e piena soddisfazione degli ospiti, tra cui numerosi sommelier dell’Ais Toscana. In questa occasione, la rappresentante di Corfo presente all’evento invita Pellucci a un interessantissimo press tour­­nella­Patagonia­­cilena,­sempre­nel­2004,­

al­fine­di­­promuovere­il­“matrimonio”­tra­la­­cucina­ magaglianica (cioè tradizionale della regione dello Stretto di Magellano) e i vini del Maule, la più vasta regione vinicola cilena. Un’esperienza unica! Passando dal vino all’olio extravergine di oliva, dove la nazione andina ha fatto passi da gigante nell’ultimo decennio, anche negli anni successivi continua l’ottimo rapporto con il Cile, grazie sempre alla collaborazione con Corfo, che si manifesta con master class a Firenze, a Palermo e a Magione (ma anche a Santiago) dove gli extravergini cileni sono messi a confronto rispettivamente con i prodotti toscani, siciliani e umbri.

In tema di conferenze tenute da Pellucci in occasione dei concorsi vinicoli, sono da ricordare quelle sui vini italiani durante un’edizione del Catad’Or a Santiago del Cile e quelle in apertura di degustazione a Sélections Mondiales des Vins Canada­a­Québec­(2010­e­2019)­a­beneficio­degli­ altri membri della giuria internazionale.

Al di fuori dei concorsi anche le conferenze ad ­Andorra­ (2015)­ e­ quella­ sui­ vini­ toscani­ ­riservata­ ai membri dell’Académie International du Vin ­(Tenuta­San­Guido,­2018).

70 ANNI IN UN LIBRO

Il­ 2020­ è­ stato­ l’anno­ dell’inizio­ ­della­ ­pandemia­ da­ Covid-19­ che­ ha­ ­messo­ in­ ginocchio, chi più chi meno, tutti i Paesi del pianeta. Per Emanuele l’unico aspetto positivo del rigido lockdown dei primi mesi è stato di avere tempo libero per sedersi davanti al computer a buttar giù un po’ di­ricordi­della­sua­vita­­semi-avventurosa­ ­sviluppatasi­ ­nell’arco­ della­ sua­ vita­ fino­ a pubblicarne un volumetto dal titolo accattivante Io, Pellucci pellaccia e un sottotitolo­ ­abbastanza­ ­esplicativo :­ Un viaggio di 70 anni da Fiesole alle Ande. Un condensato di eventi che spaziano dalla fanciullezza nella sua Fiesole al tormentato periodo scolastico, dai problemi di salute all’incontro con il giornalismo già in età giovanile, per continuare con le esperienze ­europeistiche­ in­ ­Lussemburgo­ fino­ all’abbraccio con il mondo del giornalismo vinicolo che gli consentirà un’ampia visione internazionale del settore.

Oltre la metà del volumetto è infatti dedicata alle sue esperienze in questo mondo grazie soprattutto alla “scoperta”, a­ fine­ 1974,­ del­ Brunello­ di­ ­Montalcino,­ un vino rosso toscano da lungo invecchiamento pochissimo conosciuto se non da una élite di intenditori. Un vino di limitata produzione e dagli alti prezzi che all’epoca era prodotto sulle bellissime colline di Montalcino, nel Senese, soltanto da pochissimi vignaioli. È così che Emanuele s’innamora del territorio, della sua gente e naturalmente del­ vino­ ­tanto­ che­ nel­ 1976­ decide­ di­ scrivere un libro sulla storia del Brunello, il primo in assoluto ad essere pubblicato. All’edizione italiana seguiranno negli anni successivi varie nuove edizioni,

sempre a cura di Pellucci, in lingua inglese e tedesca. Non c’è dubbio che grazie anche a queste sue pubblicazioni, oltre ai numerosi articoli su riviste italiane e straniere, che Emanuele abbia svolto un ruolo pionieristico importante nella comunicazione ante litteram e della conoscenza del Brunello di Montalcino in Italia e anche all’estero. Un percorso editoriale analogo Pellucci lo dedicherà anche a un altro storico vino rosso toscano, il Vino Nobile di Montepulciano, anch’esso edito a più riprese e in più lingue.

In Io, Pellucci pellaccia (l’appellativo “pellaccia” gli fu dato da bambino perché piuttosto birichino) sono tanti gli episodi legati al vino al di là dei libri e delle guide pubblicati. Interessante, ad esempio, fu una ­degustazione­di­vini­italiani­a­Londra­nel­1980­ presso la casa d’aste Christie’s dove, durante le­ cena­ offerta­ alla­ delegazione­ italiana,­ furono degustate due bottiglie di Chianti ­Rufina­ 1947­ della­ Fattoria­ ­Selvapiana­ che­ lasciarono increduli, sulla qualità e la tenuta dell’invecchiamento, i responsabili inglesi abituati ad apprezzare soltanto i vini francesi.

Altrettanto interessanti i viaggi a New York (1981)­e­in­Asia­(1982),­al­seguito­di Civiltà del bere, in occasione, rispettivamente, dell’inaugurazione dell’enoteca dell’Istituto Commercio Estero italiano e di una spedizione pionieristica di un gruppo di importanti produttori per aprire o consolidare le esportazioni di vino ad Hong Kong, Giappone (Tokyo e Osaka) e Thailandia (Bangkok). Evento, anche questo, promosso dall’Istituto Commercio Estero e realizzato attraverso straordinarie­ degustazioni­ a­ beneficio­ della­ stampa locale e degli operatori commerciali asiatici.

Un’ampia fetta della pubblicazione è dedicata ai concorsi vinicoli internazionali che hanno portato Emanuele, nell’arco

di quest’ultimo ventennio, a viaggiare attraverso quattro continenti e di conoscere molte delle realtà vinicole del pianeta. Esperienze di grande interesse che gli hanno permesso di allacciare conoscenze e anche amicizie che hanno arricchito notevolmente il suo bagaglio professionale. Tra queste conoscenze particolari sono da citare coloro che­ ­Pellucci,­ nel­ suo­ libro,­ definisce­ “i­ veri­ ­ambasciatori­del­vino”.­Non­gli­i­nflazionati­ ambassador di un territorio o di un marchio aziendale, bensì quei diplomatici di carriera, veri e propri ambasciatori, dotati di una grande preparazione nel mondo del vino. Tra questi,­ ne­ segnala­ quattro:­ il­ cileno­ ­Mariano­ Fernández Amunátegui, l’ungherese József Kosárka (recentemente scomparso), l’italiano Marco Ricci e l’argentino José Octavio Bordón. Personalità incontrate da Emanuele in occasione dei concorsi in varie parti del mondo e grandi conoscitori anche dei vini italiani. Che altro volere di più?

APPENDICE

RICONOSCIMENTI

PREMIO CHIANTI CLASSICO (1979) – PREMIO VINI DI TOSCANA (1982-1983)­ – PREMIO BARBI COLOMBINI (1983-1984) – PREMIO ANTICO FATTORE CHIANTI RUFFINO (1992)­ – PREMIO CASATO PRIME DONNE (2002)­– BENEMERITO DELLA VITICOLTURA TOSCANA (2005)­

MEMBRO DI ASSOCIAZIONI E FEDERAZIONI:

Ordine­Nazionale­Giornalisti­(Italia,­dal­1969)

Fijev (Fédération Internationale des ­Journalistes­et­Écrivains­du­Vins­(dal­2003)

CONCORSI ENOLOGICI

Aires­2003)
CATAD’OR WINE AWARDS (Santiago del Cile 2018)
CATAD’OR HYATT­ (Santiago­ del­ Cile­ 2001- 2003-2005-2007-2010)
CATAD’OR W WINE SANTIAGO (Santiago del

BANCO D’ASSAGGIO VINI D’ITALIA DI Cile­2012-2015)

TORGIANO­(più­edizioni,­dal­1981)
BEIJING INTERNATIONAL WINE & SPIRIT COMPETITION­(Pechino­2005)
BERLINER WEIN TROPHY­(Berlino­2008) CATAD’OR SOFITEL ARGENTINA (Buenos

CATAD’OR NH URUGUAY­(Montevideo­2003) CINVE­(Valladolid­2013)
CONCOURS MONDIAL DE BRUXELLES (Bruxelles­ 2001,­ Anversa­ 2003,­ Liegi­ 2004,­ Ostenda­ 2005,­ Lisbona­ 2006,­ Maastricht­

2007,­Bordeaux­2008,­Valencia­2009,­­Palermo­ 2010,­ Lussemburgo­ 2011,­ Guimarães­ 2012,­ Bratislava­ 2013,­ Bruxelles­ 2014,­ Jesolo­ 2015,­ Plovdiv­ 2016,­ Valladolid­ 2017,­ Pechino­ 2018,­ Aigle­2019,­Rende­Cosenza­2022)

EMOZIONI DAL MONDO – CABERNET- MERLOT INSIEME­ (Bergamo­ 2015-2016- 2017-2018-2019-2022)
HYATT WINE AWARDS­(Mendoza­2007) KOREA WINE CHALLENGE­(Seul­2008-2009) MICHELANGELO INTERNATIONAL WINE AWARDS­(Stellenbosch­2008)

MONDIAL DU MERLOT­(Lugano­2008-2009- 2012)
MONDIAL DU PINOT NOIR­ (Sierre­ 2002- 2004)

MONDIAL DU ROSÈ­(Cannes­2011) MUNDUS VINI (Neustadt an der Weinstrasse

2003-2004-2005-2006-2007-2010-2013- 2014-2015-2016­ due­ sessioni-2017­ due­ ­sessioni­ -2018­ primavera-2019­ due­ sessioni­ -2020­primavera-2022­estate)

PREMIOS ZARCILLO­(Peñafiel­2003-2005) SÉLECTIONS MONDIALES DES VINS CANADA­ (Montréal­ 2004,­ Québec­ 2007- 2008-2009-2010-2011-2012-2013-2014- 2015-2016-2017-2018-2019)

SELEZIONE VINI DI TOSCANA­(Siena­1994- 1998-2002-2004-2006) SERENDIPITY­(Bergamo­2019) VINAGORA­(Viségrad­2010,­Budapest­2019) VINALIES INTERNATIONALES (Parigi­ 2004- 2005-2006-2007-2010-2011-2012-2013-2014) VINANDINO (Mendoza­2005)

VINI DI MONTAGNA­(Courmayeur­2005)

COLLABORAZIONI GIORNALISTICHE

Avvenire
Bacchus
Bubble’s
Carlino Sera
Civiltà del bere
Corriere del Ticino (Svizzera) Enoturismo.it

Euposia
Gentes (Cile)
Giornale di Agricoltura
Gourmand (Cile)
Gourmet Club
I Viaggi di Repubblica
Il Chianti e le Terre del Vino
Il Corriere Vinicolo
Il Giornale
Il Giornale del Mattino
Il Giornale della Toscana
Il Giornale di Sicilia
Italian Wine & Spirits
L’Enotecnico
L’Unità!
La Gazzetta del Sud
La Nazione
La Parola
La Revue des Oenologues (Francia)
La Rivista del Gallo Nero
Largo Consumo
Le Pagine del Vino
L’Osservatore Toscano
Nazione Sera
New Europe (Lussemburgo)
Pane & Vino
Rivista di Agricoltura Tropicale e Subtropicale Tempo Illustrato
Toscanaverde
Vins & Vignobles (Canada)
VQ
Wine Review (Corea del Sud)
Winenews

LIBRI

BASILICA DI SANT’ALESSANDRO­ (1973)­ (co-autore)
AMMIRIAMO FIESOLE­(1976)­(co-autore)
IL BRUNELLO DI MONTALCINO­(1979) BRUNELLO DI MONTALCINO (edizione inglese,­1981)

ANTINORI VINTNERS IN FLORENCE.

­Vallecchi­(1981)
VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO­(1985) IL BRUNELLO DI MONTALCINO (nuova ­edizione,­1986)
BRUNELLO DI MONTALCINO. Toscanaverde Editr.­(ediz.­tedesca,­1988)
VINI DI TOSCANA. Toscanaverde Editrice (1989)­(co-autore)
LA VITE E IL VINO IN VAL DI SIEVE. ­Toscanaverde­Ed­(1989)­(co-autore) MONTALCINO. Toscanaverde­ Editr.­ (1989)­ (foto di Andrea Pistolesi)
IL POCKET DEI VINI DI TOSCANA. Agro Tema (1991)­(co-autore)
VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO. Vipsul Edizioni­(tre­edizioni,­1998)
CHIANTI SENESE.­Giorgio­Mondadori­(1998)­ (co-autore)

IL BRUNELLO E GLI ALTRI VINI DI MONTALCINO.­Vipsul­Edizioni­(1999)
LA VERNACCIA E GLI ALTRI VINI DI SAN GIMIGNANO.­Vipsul­Ediz.­(2001)

IL VINO NOBILE E GLI ALTRI VINI DI MONTEPULCIANO. Vipsul­Ed.­(2002)
VINI E RISTORANTI DI TOSCANA. Tusca ­Edizioni,­2008)­(co-autore)

CHIANTI & WINES. Tusca Edizioni (due ­edizioni,­2010)­(co-autore)
VINI DI TOSCANA. Tusca Edizioni (due ­edizioni,­2012)

IO, PELLUCCI PELLACCIA (2020)

Fiesole, the hilltop town that overlooks Florence, boasts Etruscan origins and is considered the “mother” of Florence because it was founded in 59 BC by a part of the Fiesole population who descended to the plain and by colonists sent from Rome. Due to its panoramic position, Fiesole has always been one of the most popular residential areas in Tuscany. In addition to hosting a vast archaeological area, where an elegant Roman theater stands out (here in 1911 the first open-air summer show in Italy was staged with the tragedy Oedipus Rex by Sophocles) and another Etruscan and Romanesque vestige, the hill shone for the splendid city and its convents. The seat of one of the largest dioceses in Italy, Fiesole has always enjoyed international fame.

It is in Fiesole that the Pellucci family settles starting from the second half of the 1400s, dedicating themselves in the following centuries to traditional local activities such as the excavation of stone to build the palaces of Florence and the processing of artistic straw, for which in the first half dell’800 obtains prestigious awards at international exhibitions, as well as expressing characters who have also distinguished themselves as pharmacists, public administrators, and artists. A centuries-old journey well rooted in Fiesole life.

Emanuele’s childhood, adolescence, and studies were divided between Fiesole, Florence, the Swiss town of Coira (capital of the Canton of Grisons), and Trieste. In these last two locations, following his father Alessandro, an employee of the Ministry of Foreign Affairs seconded in the period 1952-1961 respectively to the Italian Consulate in Chur and to the Border Inspectorate in Julian city. Altogether turbulent years not only, as is understandable, for the normal course of study, even if the Swiss period, with the attendance of German-speaking schools, served to acquire, albeit partially, the knowledge of the German language, but reed for various health problems that have caused delays in completing the course of study.

In 1968 he enrolled in the Faculty of Law of the University of Florence where he graduated on 1 July 1974 with a thesis on international law entitled The independence of judges in the Community system. To write his thesis he traveled several times to the city of Luxembourg, the seat of the Court of Justice of the European Communities (now the European Union), where he established relationships with the highest representatives of Italy at the Court. The following year he also enrolled in the Faculty of Political Science without completing the course. Also located in Luxembourg, where he carries out various papers on “European citizenship”. During this period he has the opportunity to visit the other community institution in Brussels (Commission and Council of Ministers) and Strasbourg (another seat of the European Parliament).

The following year (May 1963) the start of collaboration with Il Giornale del Mattino, a national newspaper published in Florence, as a correspondent from Fiesole for any kind of news as well as a sports collaborator following events throughout Tuscany (in particular football and cycling ). During his military service in Sicily (1966-67) he collaborated, always in the sports field, with the newspapers La Gazzetta del Sud of Messina and Il Giornale di Sicilia of Palermo. A beautiful opportunity to get to know the most beautiful areas of Sicily, the only ones that he would later visit far and wide.

JOURNALISM

In 1962, at the age of 18, he began his journalistic career with short articles of a sporting (football) nature published in the diocesan weekly L’Osservatore Toscano, to which he wrote

In the spring of 1967, he began his collaboration (which continued until 1982) with the national newspaper of Florence La Nazione dealing, in addition to correspondence from Fiesole, with the city and national news, book reviews, and sports (football, cycling, alpine skiing) and as a correspondent. In addition to La Nazione, he also collaborated on the afternoon edition of Nazione Sera. In 1969 he obtained registration in the National Register of Journalists, a list of publicists, receiving commemorative plaques after 40 and 50 years of registration. Taking advantage of his Luxembourgish period at the European Parliament (1975), he had the opportunity to follow various events at the Commission and at the Council of Ministers by sending reports.

journalist at La Nazione, to the point of producing extensive reports on Luxembourg and the European institutions for the national pages of the Florentine newspaper. The installation process at the Badia Fiesolana of the newly formed European University (today known as the European University Institute). A process that begins with the arrival in Florence of the first official appointed from Brussels until the inauguration which took place in 1976 in the presence of the President of the Republic Giovanni Leone. In the early 1970s, he also began to write on wine-related topics, both in newspapers (above all La Nazione, Nazione Sera, and Avvenire) and in specialized Italian magazines (Gourmet, Le Pagine del Vino, Civiltà del bere, Pane & Vino) and later in foreign ones (including the Canadian Vins & Vignobles directed by Nicole Barrette Ryan). In this sector, he published books and guides, also translated into several languages, in particular on the most important wines of Tuscany (Brunello di Montalcino, the first author ever to write a book on its history, Vino Nobile di Montepulciano, Chianti Classico, Vernaccia di San Gimignano). He wrote books above all of an informative nature to make readers familiar with the sector, the reality of the main Tuscan wine-growing areas, the related producers, and everything behind a bottle of wine, also indicating what would later be called the “roads some wine “.

In the autumn of 1983, with two colleagues, he founded the magazine Toscanaverde of which he also holds the position of managing director. A bimonthly publication that tackled topics about food and wine, tourism, and the environment which made use of important firms in the wine sector. For Emanuele Pellucci, the experience in Toscanaverde will end at the end of the 1980s. For his journalistic activity, he has been awarded prizes and awards, and among these (in 2005) also the prestigious Cangrande medal of Vinitaly as “Benemerito of Tuscan viticulture”.

Of particular importance is the collaboration with the magazine Civiltà del bere, which began in the spring of 1980 and is still active today. Other quarters of collaboration with the fan of Emanuele Pellucci the dean of this important magazine which in the past, under the direction of Pino Khail, one of the main creators of Italian wine communication, also published editions for the German ( Bacchus ) and Anglo- American ( Italian Wine & Spirits ). Numerous events were followed for Civiltà del bere in various parts of the world, from Portugal to France (Champagne and Cognac), from New York to Canada, and up to various Asian countries (Hong Kong, Japan, Thailand). Equally interesting, as well as pleasant, the interviews intended for the cover services with personalities from the show business (Gino Paoli, Peppino di Capri, Leonardo Pieraccioni, Renato Pozzetto, Christian De Sica, Gianna Nannini, Margherita Buy), from art (Fernando Botero) and sport (Francesco Moser, Giancarlo Antognoni, Aldo Agroppi, Fiona May, Paolo Bettini, Mario Cipollini, Alessandra Sensini).

Currently, in addition to Civiltà del bere, Pellucci collaborated with the magazine Wine Review (South Korea, since 2003), Bubble’s and Il Corriere Vinicolo.


CONVEGNI & CONFERENCE
Since the 1980s, Emanuele has combined his journalistic activity with that of event organizer, mainly in the wine sector, with conventions, conferences and master classes, also completed abroad.In 1982, at the invitation of a young Italian importer in Denmark, Carlo Merolli, he organized an absolute preview presentation of Brunello di Montalcino wines in Copenhagen for the benefit of Danish journalists and traders. About twenty labels were presented, almost all of which were on the market at the time. Merolli’s initiative, always with Emanuele as guest, was repeated a couple of years later in Copenhagen and Aarhus. In 1983 he went to London where at Rocco Forte’s renowned Royal Cafè in Regent Street he presented the English-language edition of

Owner of the book on Brunello di Montalcino, in the presence of the journalist-writer Vincenzo Buonassisi and his English colleague Cyril Ray, author of an established book on Château Lafite which Pelluccis was partly inspired by for the setting of his Antinori vintners in Florence published in 1981. Starting from 2001, with the beginning of being part of the juries of international wine competitions, whose debut takes place at the Concours Mondial de Bruxelles held in the Belgian capital, if further widens Emanuele’s range of action which will lead him to attend around a hundred international competitions in the most disparate corners of the world making them known many of the main wine areas as well as the production realities of the international wine scene. In this context, an important role is played by South America, and in particular Chile, where it all began thanks to the Catad’Or Hyatt competition in the same year 2001 at the invitation of the Belgian company Vinopres led by Baudouin Havaux (the same as the Mondial de Bruxelles) which for a few years supported the organization the Chilean family González-Saíz who had established it a few years earlier. A competition that for many years had a national character and that only recently, with the dynamic and multifaceted Pablo Ugarte at the helm, has opened the “doors” to international wines.

Chile anchored in evidence in 2004. Taking advantage of an agreement between the Region of Tuscany and the Region of Valparaíso for the development of agritourism and “wine roads”, sectors where Tuscany has been a pioneer in Italy, Pellucci proposes to Santiago an important presentation of Tuscan viticulture followed by the tasting of 12 prestigious labels representing DOCG and Supertuscan wines. Event that takes place at the Hyatt hotel, around a hundred invitations are present, including around twenty journalists from the press and television channels. A success!

A few months later, thanks to the contribution of Corfo (Corporación de Fomento de la Producción), the government body set up to promote economic growth in Chile, Chile returns the visit, charging Pellucci to organise, with the collaboration of the communication studio Chilean Olmos & Ugarte, a tasting of Chilean wines to be held near Florence. Reed in this case with high-level labels and full satisfaction of the guests, including numerous sommeliers from Ais Toscana. On this occasion, the representative of Corfo present at the event invited Pellucci to an extremely interesting press tour of Patagonia in Chile, again in 2004, in order to promote the “marriage” between Magaglia cuisine (that is traditional from the region of the Strait of Magellan) and the wines of Maule, the largest Chilean wine region. A unique experience! Passing from wine to extra virgin olive oil, where the Andean nation has made great strides in the last decade, the excellent relationship with Chile continued also in the following years, always thanks to the collaboration with Corfo, which manifests itself with master classes in Florence, in Palermo and Magione (my reed in Santiago) where Chilean extra virgin olive oils are compared respectively with Tuscan, Sicilian and Umbrian products.

On the subject of conferences held by Pellucci on the occasion of wine competitions, it should be remembered he contributed for Italian wines During an edition of the Catad’Or in Santiago de Chile and at the opening of tastings at Sélections Mondiales des Vins Canada in Quebec (2010 and 2019) for the benefit of the other members of the international jury.

Outside the competitions, there is also the conferences in Andorra (2015) and the one on Tuscan wines reserved for members of the International Wine Academy (TenutaSanGuido, 2018).

70 YEARS IN A BOOK

2020 was the year of the beginning of the Covid-19 pandemic which brought all the countries of the planet to their knees, more or less. For Emanuele, the only positive aspect of the rigid lockdown of the first few months was having free time to sit in front of the computer and jot down a few memories of his semi-adventurous life to the point of publishing a booklet with the captivating title Io, Pellucci pellaccia and a fairly explanatory subtitle: A 70-year journey from Fiesole to the Andes. A condensation of events ranging from childhood in his Fiesole to the tormented school period, from health problems to the encounter with journalism already at a young age, to continue with the European experiences in Luxembourg up to the union with the world of wine journalism that gave him a broad international vision of the sector.

Also, half of the booklet is in fact dedicated to his experiences in this world thanks above all to the “discovery”, at the end of 1974, of Brunello di Montalcino, a long-aging Tuscan red wine little known except by an elite of connoisseurs. A wine of limited production and high prices which at the time was produced on the beautiful hill of Montalcino, in the Sienese area, by only a very few winemakers. This is how Emanuele fell in love with the area, its people and of course the wine. So much so that in 1976, he decides to write a book on the history of Brunello, the first ever to be published. The Italian edition will be followed in the following years by various new editions,

always edited by Pellucci, in English and German. There is no doubt that thanks to these publications of his, in addition to the numerous articles in Italian and foreign magazines, Emanuele played an important pioneering role in the ante litteram communication and of the knowledge of Brunello di Montalcino in Italy and also abroad. Pellucci will dedicate a similar editorial path to another historic Tuscan red wine, Vino Nobile di Montepulciano, also published several times and in several languages.

In Io, Pellucci pellaccia (the name “pellaccia” was given to him as a child because he was rather mischievous) there are many episodes related to wine beyond the published of books and guides. Interestingly, for example, was a tasting of Italian wines in London in 1980 at the Christie’s auction house where, during the dinner offered to the Italian delegation, two bottles of Chianti Rufina 1947 from Fattoria Selvapiana were tasted and left the delegation incredulous. on the quality and durability of the aging. The aging English managers were accustomed to appreciating only French wines.

Equally interesting are the trips to New York (1981) and Asia (1982), following Civiltà del bere, on the occasion, respectively, of the inauguration of the wine shop of the Italian Foreign Trade Institute and of a pioneering expedition by a group of important producers to open o Consolidate wine exports to Hong Kong, Japan (Tokyo and Osaka) and Thailand (Bangkok). Also, this event promoted by the Istituto Commercio Estero was realized through extraordinary tastings for the benefit of the local press and Asian commercial operators.

A large portion of his publications are dedicated to the international wine competitions that brought Emanuele into the arc of the last twenty years, to travel across four continents and to get to know many of the wine realities of the planet. Those Experiences of great interest have allowed him to establish acquaintances and even friendships that have greatly enriched his professional background. Among these particular acquaintances are those that Pellucci, in his book, defines as “the true ambassadors of wine”. He notably points out four: the Chilean Mariano Fernández Amunátegui, the Hungarian József Kosárka (recently deceased), the Italian Marco Ricci and the Argentine José Octavio Bordón. Those are personalities met by Emanuele on the occasion of competitions in various parts of the world and also great connoisseurs of Italian wines. What more do you want?

APPENDIX

ACKNOWLEDGMENTS

CHIANTI CLASSICO AWARD (1979) – TUSCANY WINES AWARD (1982-1983) – BARBI COLOMBINI AWARD (1983-1984) – ANTICO FATTORE CHIANTI RUFFINO AWARD (1992) – CASATO PRIME DONNE AWARD (2002) – BENEFIT OF TUSCAN VITICULTURE (2005)

MEMBER OF ASSOCIATIONS AND FEDERATIONS:

National Order of Journalists (Italy, since 1969)

Fijev (International Federation of Wine Journalists and Writers (since 2003)

WINE COMPETITIONS

Aires2003)CATAD’OR WINE AWARDS (Santiago de Chile 2018)
CATAD’OR HYATT (Santiago del Cile 2001- 2003-2005-2007-2010)
CATAD’OR W WINE SANTIAGO (Santiago del

TASTING COUNTER OF ITALIAN WINES OF Chile 2012-2015)

TORGIANO (several editions, since 1981) BEIJING INTERNATIONAL WINE & SPIRIT COMPETITION (Beijing 2005) BERLINER WEIN TROPHY (Berlin 2008) CATAD’OR SOFITEL ARGENTINA (Buenos

CATAD’OR NH URUGUAY (Montevideo2003) CINVE (Valladolid2013)CONCOURS MONDIAL DE BRUXELLES (Brussels 2001, Antwerp 2003, Liège 2004, Ostend 2005, Lisbon 2006, Maastricht

2007, Bordeaux 2008, Valencia 2009, Palermo 2010, Luxembourg 2011, Guimaraes 2012, Bratislava 2013, Brussels 2014, Jesolo 2015, Plovdiv 2016, Valladolid 2017, Beijing 2018, Aigle 2019, RendeCosenza 2022)

EMOTIONS FROM THE WORLD – CABERNET- MERLOT TOGETHER (Bergamo 2015-2016- 2017-2018-2019-2022)HYATT WINE AWARDS (Mendoza2007) KOREA WINE CHALLENGE (Seul2008-2009) MICHELANGELO INTERNATIONAL WINE AWARDS (Stellenbosch2008)

MONDIAL DU MERLOT (Lugano 2008-2009- 2012)MONDIAL DU PINOT NOIR (Sierre 2002- 2004)

MONDIAL DU ROSÈ (Cannes 2011) MUNDUS VINI (Neustadt an der Weinstrasse

2003-2004-2005-2006-2007-2010-2013- 2014-2015-2016 two sessions-2017 two sessions -2018 spring-2019 two sessions -2020spring-2022summer)

PREMIOS AWARDS (Peñafiel2003-2005) WORLD WINE SELECTIONS CANADA (Montreal 2004, Quebec 2007- 2008-2009-2010-2011-2012-2013-2014- 2015-2016-2017-2018-2019)

SELECTION OF TUSCANY WINES (Siena1994- 1998-2002-2004-2006) SERENDIPITY (Bergamo2019) VINAGORA (Viségrad2010,Budapest2019) VINALIES INTERNATIONALES (Paris 2004- 2005-2006-2007-2010-2011-2012-2013) endoVINANDZA (20MINO-2013 ) )

VINI DI MONTAGNA (Courmayeur2005)

GIORNALISTIC COLLABORAZIONI

Avvenire
Bacchus
Bubble’s
Carlino Sera
Civiltà del bere
Corriere del Ticino (Svizzera) Enoturismo.it

Euposia
Gentes (Cile)
Giornale di Agricoltura
Gourmand (Cile)
Gourmet Club
I Viaggi di Repubblica
Il Chianti e le Terre del Vino
Il Corriere Vinicolo
Il Giornale
Il Giornale del Mattino
Il Giornale della Toscana
Il Giornale di Sicilia
Italian Wine & Spirits
L’Enotecnico
L ‘Unita!
La Gazzetta del Sud
La Nazione
La Parola
La Revue des Oenologues (France)
La Rivista del Gallo Nero
Largo Consumo
Le Pagine del Vino
L’Osservatore Toscano
Nazione Sera
New Europe (Lussemburgo)
Pane & Vino
Rivista di Agricoltura Tropicale e Subtropicale Tempo Illustrato
Toscanaverde
Vins & Vignobles (Canada)
VQ
Wine Review (Corea del Sud)
Winenews

LIBRI

BASILICA DI SANT’ALESSANDRO (1973) (co-author)
AMMIRIAMO FIESOLE (1976)(co-author)
IL BRUNELLO DI MONTALCINO (1979) BRUNELLO DI MONTALCINO (edizione inglese,1981)

ANTINORI VINTNERS IN FLORENCE.

Vallecchi(1981)
VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO (1985) IL BRUNELLO DI MONTALCINO (new edizione,1986)
BRUNELLO DI MONTALCINO. Toscanaverde Editr.(ediz.tedesca,1988)
VINI DI TOSCANA. Toscanaverde Editrice (1989)(co-author)
LA VITE E IL VINO IN VAL DI SIEVE. ToscanaverdeEd(1989)(co-author) MONTALCINO. Toscanaverde Editr. (1989) (photo by Andrea Pistolesi)
IL POCKET DEI VINI DI TOSCANA. Agro Tema (1991)(co-author)
VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO. Vipsul Edizioni(treedizioni,1998)
CHIANTI SENESE. Giorgio Mondadori (1998) (co-author)

IL BRUNELLO E GLI ALTRI VINI DI MONTALCINO. VipsulEdizioni(1999)
LA VERNACCIA E GLI ALTRI VINI DI SAN GIMIGNANO .VipsulEdiz.(2001)

IL VINO NOBILE E GLI ALTRI VINI DI MONTEPULCIANO. VipsulEd.(2002)
VINI E RISTORANTI DI TOSCANA. Tusca Edizioni,2008)(co-author)

CHIANTI & WINES. Tusca Edizioni (due edizioni,2010)(co-author)
VINI DI TOSCANA. Tusca Edizioni (due edizioni,2012)

IO, PELLUCCI PELLACCIA (2020)

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